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Ti aspetto anche domani notte

14 Nov

Sabato sera solo. Con Valerie l’ultimo litigio è stato l’ultimo davvero (anche se in realtà è la terza volta in 7 anni che lo penso). Ora non ci parleremo per un paio di mesi almeno e poi lei ricomincierà a rifrequentare i posti che io bazzico con regolarità svizzero-giapponese. Vabbé. Siamo un pò come un ciclo a ripetizione della vicenda peccaminosa (scopare per scopare, e basta) di Cameron e Chase in certe puntate di Dr. House. Solo che sto giro la bionda è la “lei”.

Comunque, Valerie a parte, neanche Martina non s’è più vista. La prossima riunione con tutti i dipendenti di tutti i reparti sarà fra una ventina di giorni, chissà se lei avrà avuto il rinnovo nel frattempo. In fondo questi contratti a scadenza sono una metafora niente male della vita sentimentale di quelli come me (intendo quelli cazzoni come me, mica quelli sciupafemmine): 2-3 mesi, se va bene altri 2-3 e poi cambio, via con un’altra meno dispendiosa. Non economicamente, intendo, ma emotivamente (non sono arrivato a quel punto per fortuna… ancora…).

Sono solo che cammino per strada. C’è un vernissage. Mi viene in mente uno di quei film di Woody Allen dove ci si trova ad una mostra a parlare di quanto interessante era la pippa mentale che sta dietro una scultura dimmerda. Comunque, l’arte mi piace, il buffet lo intravedo in fondo a destra (Gaber diceva che in quella zona c’era il cesso, dovrei prenderlo come un brutto segno?) e per cui mi ci tuffo. Niente birra. Vabbé, sono un bifolco, cerco la birra anche nel luogo più radical-chic della città. Comunque le bollicine della Franciacorta non son niente male.

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Tacco 12

31 Ott

Dalla locandina di Quo Vadis Baby di Gabriele SalvatoresNon è credibile. Me lo dico da solo. Non è credibile. In fin dei conti potrebbe anche non star succedendo. E invece sì.

No, non si tratta di alieni o UFO (purtroppo). Non c’è nemmeno un ragno radiattivo nell’intento di mordermi e riempirmi di superpoteri (per fortuna). Sono appena entrato nel solito locale con Valerie. Da 3 mesi non ci vedevamo, abbiamo passato dei bei momenti insieme in passato. Ci stiamo riprovando, ma la minestra riscaldata proprio no, con me non funziona. Anche se faccio fatica a ricordare delle notti più calde rispetto a quelle passate con Valerie. E lei è ancora uno schianto, fisicamente parlando è una bomba sexy che cammina su tacco 12. Ma non basta.

Non è “Valerie non mi tira più” a non essere credibile però (se la vedeste, potreste benissimo pensarlo comunque). È che nel mentre guardo per la 72a volta l’orologio sperando che mi venga in mente una scusa per tirare il pacco a Valerie, penso a Martina. L’ho vista solo due volte: quando si è presentata in ufficio per il colloquio per lo stage e quando ha partecipato a una delle più noiose riunioni del mondo in cui lei, ultima arrivata, prendeva appunti come la prima della classe al liceo. Continua a leggere