Tag Archives: Radical-chic

Ti aspetto anche domani notte

14 Nov

Sabato sera solo. Con Valerie l’ultimo litigio è stato l’ultimo davvero (anche se in realtà è la terza volta in 7 anni che lo penso). Ora non ci parleremo per un paio di mesi almeno e poi lei ricomincierà a rifrequentare i posti che io bazzico con regolarità svizzero-giapponese. Vabbé. Siamo un pò come un ciclo a ripetizione della vicenda peccaminosa (scopare per scopare, e basta) di Cameron e Chase in certe puntate di Dr. House. Solo che sto giro la bionda è la “lei”.

Comunque, Valerie a parte, neanche Martina non s’è più vista. La prossima riunione con tutti i dipendenti di tutti i reparti sarà fra una ventina di giorni, chissà se lei avrà avuto il rinnovo nel frattempo. In fondo questi contratti a scadenza sono una metafora niente male della vita sentimentale di quelli come me (intendo quelli cazzoni come me, mica quelli sciupafemmine): 2-3 mesi, se va bene altri 2-3 e poi cambio, via con un’altra meno dispendiosa. Non economicamente, intendo, ma emotivamente (non sono arrivato a quel punto per fortuna… ancora…).

Sono solo che cammino per strada. C’è un vernissage. Mi viene in mente uno di quei film di Woody Allen dove ci si trova ad una mostra a parlare di quanto interessante era la pippa mentale che sta dietro una scultura dimmerda. Comunque, l’arte mi piace, il buffet lo intravedo in fondo a destra (Gaber diceva che in quella zona c’era il cesso, dovrei prenderlo come un brutto segno?) e per cui mi ci tuffo. Niente birra. Vabbé, sono un bifolco, cerco la birra anche nel luogo più radical-chic della città. Comunque le bollicine della Franciacorta non son niente male.

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Last Night di Massy Tadjedin

7 Nov

Ovvero: ode a Keira Knightley (come donna e come attrice), all’eccitazione e alla passione.

TRAMA (SENZA SPOILER)

Keira Knightley (che è la dimostrazione più evidente che la sensualità di una donna non dipende dalla dimensione delle tette, ma dalla classe con cui si portano) e Sam Worthington sono sposati. Lei è una gelosissima rompipalle e si infervora perché, ad una festa, viene a conoscere una collega (Eva Mendes) very gnocca di suo marito di cui lui non aveva mai parlato e con cui lui va anche in trasferta. Finita la festa, Keira la festa la fa al buon Sam, infatti oltre a litigarci insieme, non gliela da. Lui, tra l’altro, nonostante non c’avesse mai combinato una mazza, c’avrebbe una gran voglia di farsela la Mendes.

Giorno dopo: Sam va in trasferta di lavoro con la Mendes mentre Keira incontra una sua vecchia fiamma appena tornata da Parigi (Guillaume Canet). La Mendes inizia a provocare Sam, Guillaume inizia a provocare Keira, entrambe le coppie iniziano con una cena mentre il dopocena…

ps: finale e ultimo fotogramma MERAVIGLIOSI!

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Fair Game di Doug Liman

4 Nov

TRAMA STRAPIENA DI SPOILER:

Naomi Watts è una bionda cazzuta e gnocca che dietro la sua gnocchezza nasconde una cazzutaggine di altissimo livello. Si scopre subito, infatti, che lei è una 007 americana (quindi CIA) in gonnella responsabile di parecchi servizi di intelligence in tutto il mondo, specialmente in Asia, Africa e Medioriente.Tra l’altro è sposata con un democratico-radical-chic, Sean Penn, ex diplomatico statunitense in Africa e, fondamentalmente, un testa di cazzo che vuole sempre avere ragione perché ha dei principi mentre gli altri sono tutti ipocriti.

Dopo l’11 settembre il Governo USA ha bisogno di una scusa per attaccare l’Iraq. Ci sono notizie che potrebbero far pensare che ci siano in Iraq operazioni in corso per arrivare all’atomica o ad altre armi di distruzione di massa. Per indagare su questi indizi, la Watts consiglia di spedire in missione il marito il quale ha contatti, visti i suoi trascorsi, proprio nel paese interessato da queste notizie. Penn viene provinato e spedito alla ricerca di info (solo con rimborso spese, senza essere lautamente pagato). Le trova le informazioni e fa rapporto dicendo che “armi di distruzione di massa: ‘sta cippa“. Tra l’altro, Naomi, attraverso i suoi contatti e mettendosi in gioco personalmente (promette di portare il fratello di una informatrice fuori dell’Iraq), arriva anche lei alla stessa conclusione: “atomica in Iraq ‘sta cippa”.

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